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14.11.2009
IL
CASTELLO DELLA FORTUNA - PROROGA FINO AL 29 NOVEMBRE |
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Dopo
l'enorme successo avuto nel mese di ottobre
della mostra “Il Castello della
Fortuna. Trenta secoli alla ricerca della Buona
Sorte”, la fondazione
per la promozione dell'Abbiatense, il Comune
di Abbiategrasso, l’Associazione culturale
“Obiettivo sul Mondo”
e l’Istituto Graf di Bologna
hanno deciso, in accordo anche con i musei fornitori
e i proprietari degli oggetti esposti di prorogare
fino al 29 novembre 2009 le visite. Per cui
anche gli orari rispetteranno il normale calendario
di chiusura, come è riportato nella brochure.
[brochure]
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21.10.2009
IL
CASTELLO DELLA FORTUNA - TRENTA SECOLI ALLA RICERCA
DELLA BUONA SORTE |
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Con
il completo restauro dei sotterranei del Castello,
Abbiategrasso si è dotata di un’ampia
struttura espositiva in pieno centro cittadino.
Una sede di grande prestigio pronta ad accogliere
eventi di portata nazionale, il primo dei quali
porta un titolo bene augurante: “Il
Castello della Fortuna. Trenta secoli alla ricerca
della Buona Sorte”. La mostra,
proposta dalla Fondazione per la promozione
dell’Abbiatense e dall’Amministrazione
Comunale di Abbiategrasso, con il patrocinio
della Provincia di Milano e della Regione Lombardia,
è organizzata dall’Associazione
culturale “Obiettivo sul Mondo”
in collaborazione con l’Istituto
Graf di Bologna. Il filo conduttore
dell’esposizione è il desiderio
di conoscere il futuro, da sempre una delle
più grandi aspirazioni degli uomini.
[segue
nella brochure]
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| 03.02.2009
I SENTIERI DEGLI ANTENATI - DALL'AFRICA A NOI
ITINERARI
AFRICANI FRA ARTE, STORIA E CULTURA
Castello
Visconteo di Abbiategrasso (MI) dal 7 al 22
marzo 2009 |
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Mostra-evento promossa dalla Fondazione per la
promozione dell'Abbiatense e dall'Amministrazione
Comunale di Abbiategrasso, organizzata dall'Associazione
culturale "Obiettivo sul Mondo".
Una importante collezione di scultura africana
tradizionale per ripercorrere le antiche rotte
carovaniere che, attraverso i deserti, le savane
e le foreste hanno visto scorrere la storia di
interi popoli, l'alba e il tramonto di culture
lontane dalla nostra ma non meno ricche dal punto
di vista artistico e spirituale. Sono le vie di
comunicazione terrestri lungo cui hanno marciato
le armate di potenti regni medievali come quelli
del Sudan, dell'Africa centrale e dell'Etiopia
cristiana, le piste su cui è passata la
tratta degli schiavi ad opera di europei, arabi
e mercanti locali ma che hanno anche permesso,
fin dai tempi dell'antico Egitto e dell'Impero
romano, il contatto fra civiltà e lo scambio
di conoscenze.
L'ambivalenza di questo incontro/scontro fra culture
è testimoniata in modo esemplare dall'impatto
dell'occidente con l'arte africana animista che
fu dapprima oggetto di scherno ed incomprensione
(ricordiamo i "feticci" messi al rogo
dai primi missionari) ma finì poi con l'influenzare
profondamente la pittura e la scultura europea
del Novecento.
A questa prestigiosa tradizione scultorea è
dedicata la mostra della collezione "Giorgio
Bargna", una delle raccolte private più
note a livello nazionale ed europeo, che è
stata documentata nel volume Letterature d'Africa"
dell'Enciclopedia tematica aperta Jaca Book. Si
tratta di maschere, statue e oggetti rituali provenienti
da tutte le regioni dell'Africa Nera, raccolti
da Giorgio Bargna (1934-1994) e dal figlio Massimo
nel corso di innumerevoli viaggi, selezionati
per rarità e qualità estetica. |
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20.10.2008
MADRI E TERRE DAL 18 OTTOBRE AL 9 NOVEMBRE 2008 |
“Terra,
Dea divina, Madre Natura, che generi ogni cosa
e sempre fai riapparire il sole di cui hai fatto
dono alle genti; guardiana del cielo, del mare
e di tutti gli Dèi e le potenze; per
il tuo influsso tutta la natura si acqueta e
sprofonda nel sonno. E di nuovo quando ti aggrada
tu mandi innanzi la lieta luce del giorno e
doni nutrimento alla vita con la tua eterna
promessa; e quando lo spirito dell'uomo trapassa
è a te che ritorna. A buon diritto invero
tu sei detta Grande Madre degli Dèi”.
Così recita un’invocazione alla
Dea Gravida Paleolitica contenuta in un erbario
inglese del XII secolo conservato al British
Museum.
Il rapporto tra terra e maternità è
antico quanto l’uomo: la Madre è,
infatti, colei che genera, sia essa una divinità
o una persona, e da sempre evoca la
Terra, luogo di vita e di morte, in cui tutto
nasce e finisce, e rinasce, in un tempo che
diventa ciclicamente perpetuo.
Non
solo: la Terra è madre di tutte le creature,
ma intesa come territorio circoscritto evidenzia
questo legame con la fertilità e la maternità
in modo diverso e distinto dagli altri, spesso
unico.
La
mostra “Madri e Terre – mistero
e sacralità”, voluta dalla Fondazione
per la promozione dell’Abbiatense e dal
Comune di Abbiategrasso, si presenta come un
viaggio nel tempo e nello spazio, una ricerca
su un tema che è un pilastro di quasi
tutte le mitologie, le civiltà e le religioni.
La rassegna, curata dall’associazione
culturale “Obiettivo sul Mondo”
e dall’Istituto “Graf” di
Bologna riporta il visitatore indietro nei secoli
fino alle Veneri del Neolitico, lo guida tra
i misteri degli Egizi e dei popoli italici;
gli fa attraversare l’Oceano, ben prima
di Cristoforo Colombo, lo accompagna in Oriente
e infine in Africa, da dove probabilmente tutto
era partito. Lo scopo è dimostrare che,
in qualsiasi tempo e in nazione, c’è
sempre una Madre - Terra che crea, nutre, sostenta
e riaccoglie ancora nel suo seno, dal quale
tutti gli esseri sono usciti.
L’allestimento
è strutturato su reperti di assoluto
interesse concessi da primarie istituzioni culturali
come il Museo Egizio di Torino, il Museo Provinciale
Campano di Capua, il Museo Archeologico di Bologna
e il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico
di Parma. Non secondaria la funzione didattica
e la valenza artistica di oggetti provenienti
da importantissime collezioni private, come
quella, tutta dedicata all’Africa, di
Massimo Bargna e quella di arte precolombiana
di Marino Taini.
La
programmazione della mostra a cavallo della
525a Fiera d’Ottobre di Abbiategrasso
e di “Terra Madre” proposta da Slow
Food a Torino è tutt’altro che
casuale: intende infatti legare l’evento
da un lato alla più antica manifestazione
locale all’agricoltura, dall’altro
alla vetrina per eccellenza sullo sviluppo agro-alimentare
del mondo. Il tutto in vista dell’Expo
2015 di Milano che avrà come tema l’alimentazione:
direttamente legato, quindi, alla fecondità
della Madre Terra.
La
mostra è completata da un ciclo di film,
scelti e commentati dal critico Fabrizio Tassi,
e di incontri di approfondimento affidati a
docenti e ricercatori universitari.
La mostra è aperta da sabato 18 ottobre
alle 16.30, quando si terrà una breve
cerimonia d’inaugurazione, fino al 9 novembre.
Orari: sabato e domenica dalle 10 alle 12.30
e dalle 14.30 alle 19; dal martedì al
venerdì dalle 15 alle 19 e al mattino
su prenotazione per scuole e gruppi (tel. 02-94692468).
Tutti gli appuntamenti di “Madri e Terre”
sono a ingresso gratuito. |
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