CHE COS'E' LA RETE DELLE CITTASLOW -
Qualità del tessuto urbano, accoglienza,
arte del ricevere, cura e rispetto dell'ambiente,
politica delle infrastrutture, gusto
per la buona tavola e salvaguardia dei
prodotti di qualità e infine
la consapevolezza di essere una cittaslow.
Sono questi i principali valori di riferimento
cui si ispira l'associazione "Cittaslow
- le città del buon vivere"
(www.cittaslow.net). Un circuito internazionale
al quale aderiscono molte città
italiane e al quale partecipa anche
Abbiategrasso, fino a poco tempo fa
l’unica città della provincia
di Milano. Dal 30 marzo 2008 si è
aggiunta anche Morimondo.
Una rete di comuni di piccole e medie
dimensioni che hanno un unico obiettivo:
migliorare la qualità della vita
per i propri cittadini. Il termine "slow"
sta ad indicare "lento", ma
non nella sua accezione negativa, semmai,
in contrapposizione ad uno stile di
vita, quello "fast", che negli
ultimi decenni è stato in voga
nelle grandi metropoli. L'impegno per
il Comune riguarda a 360 gradi tutti
gli aspetti della città: infrastrutture,
qualità urbana (recupero dei
centri storici e degli edifici di pregio,
bioarchitettura, piste ciclabili, abbattimento
delle barriere architettoniche, etc);
politica ambientale (lotta all'inquinamento,
promozione di una mobilità sostenibile);
difesa delle produzioni autoctone e
consapevolezza, ovvero la crescita della
coscienza di essere città slow.
CHI
FA PARTE DELLA RETE - La rete delle
Cittaslow nasce nel 1998 per iniziativa
di quattro sindaci italiani (di Bra,
Greve in Chianti, Orvieto e Positano)
e per volontà di Slow Food (noto
movimento internazionale che da anni
difende e promuove la tipicità
dei prodotti) con un obiettivo tanto
preciso quanto ambizioso: valorizzare
i luoghi del buon vivere.Oggi le città
slow certificate sono 60 in Italia,
ma ormai la rete sta crescendo a livello
internazionale e circa 30 città
europee ed extraeuropee sono già
certificate o in via di certificazione.
Tra le italiane c'è anche Abbiategrasso,
insieme a comuni come San Daniele del
Friuli, Levanto, Francavilla al Mare,
Città della Pieve, Castiglione
del Lago, Trevi, Todi, Positano, Bra,
Orvieto…Il Presidente di Cittaslow
è il sindaco di Francavilla al
mare Roberto Angelucci.
LA
FILOSOFIA DELLA CITTA' SLOW - Le città
slow sono animate da individui curiosi
del tempo ritrovato, dove l'uomo è
ancora protagonista del lento, benefico
succedersi delle stagioni.Sono città
che intendono guardare avanti senza
dimenticare le tradizioni, la cultura,
i valori di riferimento, impegnate nel
salvaguardare gli aspetti storici, artistici
e naturali di pregio delle loro città
così come nel mettere la tecnologia
a servizio della qualità della
vita. Essere parte dell'associazione
significa impegnarsi a rispettare i
parametri (in materia urbanistica, ambientale
e sotto il profilo dei servizi) che
l'associazione richiede (suddivisi in
grandi categorie).
ABBIATEGRASSO
NELLA RETE - Alcune carte sono già
in regola, considerati, ad esempio,
gli interventi attuati sul fronte del
recupero del patrimonio artistico e
storico cittadino (Castello Visconteo,
Villa Sanchioli, convento dell'Annunziata,
Ponte di Porta Milano) e nella promozione
dei prodotti di qualità. Ormai
Abbiategrasso è inserita nel
primo gruppo delle città slow
certificate.
CITTA' SLOW IN ITALIA - Abbiategrasso,
Acqualagna, Anghiari, Barga, Borgo Val
di Taro, Bra, Bucine, Caiazzo, Casalbeltrame,
Castelnovo né Monti, Castelnuovo
Berardenga, Castiglione del Lago, Chiavenna,
Chiaverano, Città della Pieve,
Civitella in Val di Chiana, Cutigliano,
Fiumicino, Fontanellato, Francavilla
al Mare, Greve in Chianti, Levanto,
Massa Marittima, Orvieto, Pollica, Positano,
Pratovecchio, San Daniele del Friuli,
San Gemini, San Miniato, San Vincenzo,
Santa Sofia, Suvereto, Teglio, Todi,
Torgiano, Trani, Trevi, Zibello.
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