Una
rete di comuni di piccole e medie dimensioni che hanno
un unico obiettivo: migliorare la qualità della
vita per i propri cittadini. Il termine "slow"
sta ad indicare "lento", ma non nella sua
accezione negativa, semmai, in contrapposizione ad uno
stile di vita, quello "fast", che negli ultimi
decenni è stato in voga nelle grandi metropoli.
L'impegno per il Comune riguarda a 360 gradi tutti gli
aspetti della città: infrastrutture, qualità
urbana (recupero dei centri storici e degli edifici
di pregio, bioarchitettura, piste ciclabili, abbattimento
delle barriere architettoniche, etc); politica ambientale
(lotta all'inquinamento, promozione di una mobilità
sostenibile); difesa delle produzioni autoctone e consapevolezza,
ovvero la crescita della coscienza di essere città
slow.
CHI FA PARTE DELLA RETE - La rete delle Cittaslow nasce
nel 1998 per iniziativa di quattro sindaci italiani
(di Bra, Greve in Chianti, Orvieto e Positano) e per
volontà di Slow Food (noto movimento internazionale
che da anni difende e promuove la tipicità dei
prodotti) con un obiettivo tanto preciso quanto ambizioso:
valorizzare i luoghi del buon vivere.Oggi le città
slow certificate sono 60 in Italia, ma ormai la rete
sta crescendo a livello internazionale e circa 30 città
europee ed extraeuropee sono già certificate
o in via di certificazione. Tra le italiane c'è
anche Abbiategrasso, insieme a comuni come San Daniele
del Friuli, Levanto, Francavilla al Mare, Città
della Pieve, Castiglione del Lago, Trevi, Todi, Positano,
Bra, Orvieto…Il Presidente di Cittaslow è
il sindaco di Francavilla al mare Roberto Angelucci.
LA FILOSOFIA DELLA CITTA' SLOW - Le città slow
sono animate da individui curiosi del tempo ritrovato,
dove l'uomo è ancora protagonista del lento,
benefico succedersi delle stagioni.Sono città
che intendono guardare avanti senza dimenticare le tradizioni,
la cultura, i valori di riferimento, impegnate nel salvaguardare
gli aspetti storici, artistici e naturali di pregio
delle loro città così come nel mettere
la tecnologia a servizio della qualità della
vita. Essere parte dell'associazione significa impegnarsi
a rispettare i parametri (in materia urbanistica, ambientale
e sotto il profilo dei servizi) che l'associazione richiede
(suddivisi in grandi categorie).
ABBIATEGRASSO NELLA RETE - Alcune carte sono già
in regola, considerati, ad esempio, gli interventi attuati
sul fronte del recupero del patrimonio artistico e storico
cittadino (Castello Visconteo, Villa Sanchioli, convento
dell'Annunziata, Ponte di Porta Milano) e nella promozione
dei prodotti di qualità. Ormai Abbiategrasso
è inserita nel primo gruppo delle città
slow certificate.
CITTA' SLOW IN ITALIA - Abbiategrasso, Acqualagna, Anghiari,
Barga, Borgo Val di Taro, Bra, Bucine, Caiazzo, Casalbeltrame,
Castelnovo né Monti, Castelnuovo Berardenga,
Castiglione del Lago, Chiavenna, Chiaverano, Città
della Pieve, Civitella in Val di Chiana, Cutigliano,
Fiumicino, Fontanellato, Francavilla al Mare, Greve
in Chianti, Levanto, Massa Marittima, Orvieto, Pollica,
Positano, Pratovecchio, San Daniele del Friuli, San
Gemini, San Miniato, San Vincenzo, Santa Sofia, Suvereto,
Teglio, Todi, Torgiano, Trani, Trevi, Zibello. |