| |
| |
|
| |
|
|
12°
Abbiategusto, la fiera dei record
Comunicato di
fine Abbiategusto, le conclusioni
del Presidente Foresti |
Se
l’edizione 2010 di Abbiategusto
era stata salutata come quella
dei record, i record sono durati
poco. La rassegna enogastronomica
che si è tenuta ad Abbiategrasso
da venerdì a domenica
scorsi, la prima con la qualifica
di fiera nazionale, ha polverizzato
le performances già notevoli
dello scorso anno. In Fiera
alcuni operatori hanno esaurito
la merce già la domenica
mattina, come quello di Caiazzo
le cui mozzarelle sono andate
letteralmente a ruba o quello
di Peppe Cotto (che la sua porchetta
di 34 chili l’aveva già
finita il sabato sera); altri
hanno resistito fino al pomeriggio,
ma ben prima della chiusura
– tanto per fare qualche
esempio – Castelnuovo
ne’ Monti non aveva più
un grammo di parmigiano e San
Daniele aveva finito il prosciutto
crudo.
“Siamo molto soddisfatti
dell’affluenza in Fiera,
così come di quella registrata
in città – osserva
Roberto Foresti, presidente
della Fondazione per la promozione
dell’Abbiatense, ente
organizzatore di Abbiategusto
– In via Ticino nei tre
giorni di apertura si sono registrati
non meno di 40 mila visitatori.
Difficile dire quante persone
hanno affollato le strade di
Abbiategrasso, anche perché
di attrazioni sparse per il
centro urbano ce n’erano
diverse, ma di sicuro la gente
non è mancata. Sottolineo
in particolare l’ottimo
riscontro del salone dedicato
all’Oltrepò Pavese
che è stato allestito
nei seminterrati del Castello:
si trattava di una “prima”
assoluta, proposta senza neppure
il tempo di effettuare una promozione
mirata, ma il successo che ha
ottenuto è tale da caldeggiare
sin d’ora una riconferma
di questa location nei programma
della prossima edizione”.
Dati numerici a parte, il presidente
sposta l’attenzione sulla
qualità espositiva: “In
fiera c’erano diversi
prodotti e produttori di assoluta
eccellenza. Non soltanto erano
rappresentate 19 regioni italiane
su 20, ma diverse di loro lo
erano a un ottimo livello, e
il discorso vale anche per gli
operatori stranieri. Spiccava,
come da tradizione, la nutrita
presenza delle Cittaslow. Non
a caso il taglio del nastro
è stato affidato al presidente
internazionale Gianluca Marconi:
se Abbiategusto ha costruito
il suo successo fino ad arrivare
a fiera nazionale, lo deve anche
all’apporto e al supporto
garantito dalla rete delle città
del buon vivere”.
Sempre in via Ticino, l’eccellenza
è stata il denominatore
comune dei laboratori del gusto:
“Non credo sia facile
trovare un bitto invecchiato
10 anni, un gorgonzola di 45
mesi (tra l’altro, proprio
di casa nostra) e un vino del
1860. Sono soltanto tre delle
“chicche” che hanno
trovato nel piatto e nei bicchieri
coloro che hanno voluto farsi
guidare in questi percorsi per
palati fini. Che sono in crescita,
a dimostrazione della valenza
anche educativa di Abbiategusto”.
Molto apprezzate anche le cene
all’Annunciata (“nomi
come Dario Cecchini, Gualtiero
Marchesi ed Ezio Santin rappresentano
una garanzia assoluta di qualità
culturale, oltre che gastronomica”)
e la cucina popolare dei gruppi
di volontariato. Promossi anche
i mercatini, le mostre (gran
folla sia a quella dell'Anffas,
sia alla rivisitazione delle
opere di Ciurlionis da parte
degli alunni delle elementari
di viale Dell'Uomo), la novità
delle bande in giro per la città
e dell'Accademia musicale dell'Annunciata
in San Bernardino.
Cosa non ha funzionato? “Direi
nulla – conclude Foresti
– Certo, la Passeggiata
del Gusto, come le vie del Dolce
e del Salato, avrebbero potuto
andar meglio ma si tratta davvero
di dettagli in un evento che,
nel suo insieme, ha centrato
tutti i traguardi che si era
prefissato. Ringrazio tutti
coloro, e sono tanti, che hanno
contribuito al successo della
rassegna 2011. La sfida della
qualità naturalmente
continua, e siamo già
pronti a migliorare per Abbiategusto
2012 soprattutto se in città
troveremo l'appoggio e la collaborazione
di altri soggetti e gruppi pronti
a scendere in campo al nostro
fianco”. |
| |
Oltre
40 mila visitatori alla Fiera
Agricola
La Fondazione
per la promozione dell’Abbiatense
rilancia il territorio
con un evento da record |
Fiera
da record quella che si è
conclusa lunedì 17 ottobre
ad Abbiategrasso. Che la rassegna
agricola potesse contare sulla
tradizione si sapeva (528 anni
contano…), così
come le previsioni meteo, dopo
qualche edizione non proprio
fortunata, assicuravano il bel
tempo per tutti e 3 i giorni
della manifestazione. Ma il
risultato finale è andato
oltre il già ottimistico
pronostico del presidente della
Fondazione per la promozione
dell’Abbiatense Roberto
Foresti, che durante la cerimonia
di inaugurazione aveva affermato
di aspettarsi 40 mila visitatori.
Il traguardo è stato
superato, per la soddisfazione
degli organizzatori ma soprattutto
degli espositori.
Qualche
dato può essere significativo
per spiegare come sia andata
nei padiglioni di via Ticino
da sabato a lunedì. Il
maestro pizzaiolo Renato Andrenelli
ha impastato 250 chili di farina,
trasformata in svariate migliaia
di ottime pizze; il “Salame
del Nonno” di Emilio Bolciaghi
alla domenica sera aveva già
venduto, oltre a quasi tutti
i prodotti tanto da rendere
necessario il riassortimento,
un quintale di pane sotto forma
di gustosi panini: il mercante
di bestiame che ha esposto 15
vacche di razza bruna alpina
le ha vendute tutte. In tre
aree diverse della fiera, quindi,
ottimi affari.
Ma se la parte commerciale ha
meritato la promozione a pieni
voti, compreso il ristorante
affidato alla pro loco di Carpineti
che ha proposto un’apprezzata
cucina emiliana, hanno funzionato
bene anche le attrazioni culturali
e ricreative. L’animazione
dell’angolo bimbi e gli
intrattenimenti musicali con
il gruppo degli Scariolantes,
due novità dell’edizione
2011, hanno suscitato grande
interesse così come il
padiglione dedicato alla biodiversità,
in cui si sono contate 15 razze
bovine (compresa una coppia
di splendidi buoi romagnoli),
altrettante di conigli e ancora
di più di galli e galline
(anche questa era una new entry).
Una volta di più la fiera
agricola abbiatense dimostra
che il rilancio del settore
primario, nel quale la Fondazione
ha fortemente creduto quando
ha avviato la riconversione
della rassegna da minicampionaria
a expo monotematico, non era
una chimera ma un obiettivo
raggiungibile.
“La
scelta di puntare alla qualità
in tutte le manifestazioni si
sta rivelando vincente –
rimarca Foresti - In fiera abbiamo
portato buona parte delle eccellenze
agroalimentari del nostro territorio,
una rappresentazione della biodiversità
tra gli animali della fattoria
non facile da mettere insieme
e ripreso di fatto il mercato
dei bovini, antica tradizione
della sagra cittadina; tra le
macchine agricole, abbiamo aggiunto
qualche marchio alle edizioni
precedenti. Ci sono tutte le
premesse per migliorare ancora”.
|
|
|
|
|
 |
| FONDAZIONE
PER LA PROMOZIONE DELL'ABBIATENSE |
:::
Tel.: 02 94692458/468 :: Fax: 02 94692452/467
:::: P.IVA 03643090966 ::: |
|
|
|